The holy demons of rock! – Al Pacino in PHIL SPECTOR

spector_de rosa_1Phil Spector: faccia da stronzo e rachitico genio indiscusso della produzione musicale di hits made in U.S.A., dal ’60 ai magici anni ’80.
Quando si parla di Phil Spector si pensa immediatamente ai Righteous Brothers, alle Ronettes, alle Crystals, a Tina e ad Ike Turner, ai Beatles, e Dio solo sa a quante altre meraviglie musicali che ti fanno scoppiare il cuore quando le ascolti, facendoti rimpiangere di non essere nato negli anni ’50, perdendoti nelle magie di triadi in do maggiore.
Phil Spector non creò la storia del rock e del blues anni ’60, lui fu quella storia.

Eccentrico, geniale e cazzuto sostenitore della sua “creatura”, The Wall of Sound. Contro il muro di suono del produttore che volle fortemente raddoppiare archi e cori per un suono pieno e totalizzante, ottimo in radio e in jukebox, si scontrò in un famoso frontale lo stesso Paul McCartney, per nulla concorde. Let it be però, così avvolta nello spettrale abbraccio fonico del burtoniano Phil, ebbe un successo colossale. Chi è che ebbe davvero ragione, allora?
E chi poteva farcelo rivivere nell’assurdità delle sue parrucche, nello sguardo da sano malato di mente gravido di ispirazioni? Ma Al Pacino, naturalmente!

Successo nella patria dello Zio Sam, acclamatissimo dalla critica. Il 24 marzo 2013, David Mamet, trinità profana come drammaturgo, sceneggiatore e regista, (sceneggiatore p.e. di The Untouchables, diretto da Brian de Palma) lo mostra in anteprima negli U.S.A.
Al seguito di Mamet, Al Pacino alias Phil Spector, Helen Mirren avvocato del produttore, e altri piacevoli quanto efficaci “contorni” come Chiwetel Ejiofor (12 Schiavo).
Ieri, 28 ottobre 2014, la rivelazione italiana: inedito e in prima visione nazionale sul miracolo televisivo Sky Cinema 1 (in HD se preferite).
Non la carriera unica e quasi omericamente immortale, ma il caso giudiziario della morte della bellissima attrice Lana Clarkson, è il leitmotiv del girato. 92 minuti con un Pacino visivamente orrendo, imbruttito e con una protesi dentaria sporgente, dal look improponibile al solo scopo di perfezionare la finzione.
Assolutamente “primo in classifica” per la capacità di fondersi in Phil Spector, ormai inattivo musicalmente da tempo e accusato nel 2003 del presunto omicidio di Lana Clarkson, trovata morta nella residenza dell’uomo, con un revolver in bocca e il cervello spappolato. Veder biascicare Pacino a causa della dentiera di scena, osservarlo sgranare gli occhi mentre difende la sua innocenza (forse un semplice gioco erotico tra i due, finito in tragedia), guardare le sue mani tremare per rabbia e psicofarmaci, è un regalo per la vista.
E vi dirò di più: dato che non siamo al cinema e su Sky abbiamo la possibilità di cambiare lingua audio, vi consiglio di ascoltare parte della pellicola in originale. Fa bene alle arterie passare da un godimento all’altro: dal gracchiante e intenso italiano di Giancarlo Giannini, passiamo all’originale americano di Pacino, che accenta teatralmente gli “I” (Io) e i “my”, teso nell’elastica variabilità d’emozioni, rosso di ipertensiva interpretazione. Ah, come ne andrebbe fiero il buon Lee Strasberg…
E che dire della polmonitica e credibilmente autoritaria Helen Mirren nei panni dell’avvocato difensore, Linda Kennedy Baden: tra lacrimazioni e colpi di tosse, seguirà il suo cliente nella dimostrazione dell’equivoco fatale. Tentando la sorte dell’erotismo sadomaso, Lana potrebbe essersi involontariamente suicidata.

Ciò che traspare da questa storia è il valore ambiguo della verità. In nome della verità si viene giudicati e condannati (il vero Spector, accusato di omicidio nel 2009 e incarcerato, uscirà sulla parola soltanto nel 2028 o un po’ prima in una bara, dati i suoi 75 anni suonati…). Ma come si può giungere davvero alla verità?
Nel girato la trama mostra gli effetti della spettacolarizzazione, il gioco di immagine nello star business: Spector è orrendo, eccentrico e soltanto per questo merita la condanna. Ma la verità non è considerare una potenziale realtà, andando oltre la vista (senso limitato) e i pregiudizi riguardo ad una vita spesa ai limiti della decenza, è vero, e anche per questo unica nel suo genere?
Notando il gioco assolutamente evidente delle parrucche indossate anche durante il processo, la Mirren canzona quasi Spector/Pacino il quale risponde:
“E’ la gente a pensare che siano parrucche, in realtà è la logica del pregiudizio”. Senza parole.

E quindi, oh miei compatrioti dell’universo Sky che sì, ci fa perdere un bacio nell’oscurità di un cinema, ma ci risparmia anche il classico testone proibitivo davanti e l’alito di pop corn del vicino di poltroncina, godetevi la prossima programmazione fissata per questa sera alle ore 21.10 su Sky Cinema 24, canale 303!
Buona visione e che i sacri demoni del rock vi proteggano…

Titolo: Phil Spector
Paese: U.S.A.
Anno: 2013
Formato: film TV, HBO Films
Genere: drammatico, biografico
Regia e sceneggiatura: David Mamet
Cast : Al Pacino, Helen Mirren, Chiwetel Ejiofor
Prima TV Italia : 28 ottobre 2014, SKY Cinema.

LINK DIRETTO ALLA REDAZIONE WHIPART CINEMA —> http://lnx.whipart.it/cinema/10038/phil-spector.html

OFFICIAL TRAILER PHIL SPECTOR —> http://www.youtube.com/watch?v=P2Mqjdlh9Yg

I PIU’ GRANDI SUCCESSI DI PHIL SPECTOR —> http://www.youtube.com/watch?v=-4MznjQgxHc