JOHN STEINBECK – Le gesta di Re Artù e dei suoi nobili cavalieri (La morte di Merlino)

merlinoeviviana“Quando Merlino vide la donzella Viviana che Ser Pellinore aveva condotto a corte, si rese conto dell’imminenza del proprio fato, poiché il cuore gli si gonfiò nel vecchio petto come il cuore di un fanciullo e il desiderio divenne più forte degli anni e dell’esperienza. Merlino desiderava Viviana più della sua stessa vita, come aveva profetato. L’assediò con i suoi desideri e non le diede pace. E Viviana si avvalse del proprio potere con il rincitrullito vecchio Merlino e barattò la propria compagnia contro le arti magiche di lui, poiché era una delle donzelle della Dama del Lago, esperta nei prodigi. Merlino si rendeva conto di quello che gli stava accadendo e sapeva quale sarebbe stata la sua fine fatale, eppure non poteva farci niente, essendo il suo cuore preso alla follia dalla Donzella del Lago. […] Allora Viviana, con l’astuzia innata delle fanciulle, cominciò a interrogare Merlino sulle sue arti magiche, promettendogli quasi di concederglii suoi favori in cambio della sapienza. E Merlino, con la debolezza innata degli uomini, pur prevedendo lo scopo di lei, non seppe astenersi dal farle da maestro. E mentre riattraversavano il Canale diretti in Inghilterra, e mentre a cavallo si allontanavano adagio dalla costa verso la Cornovaglia, le mostrò i suoi molti prodigi; allorché, in ultimo, si accorse che la interessava, le insegnò il modo di fare opera di magia e mise nelle sue mani gli strumenti degli incantesimi, le diede gli antidoti della magia contro la magia, e infine,nella follia della vecchiaia, le insegnò quegli incanti che non possono essere spezzati con alcun mezzo. E quando ella batté le mani, in presa ad una gioia fanciullesca, il vecchio per compiacerla, creò una sala colma di incredibili meraviglie sotto un’alta parete rocciosa e, con le sue arti magiche, la rese comoda ed opulenta e bella, affinché fosse lo splendido ambiente per la consumazione del loro amore. Poi i due, percorrendo una galleria nella roccia,si recarono nella sala dei prodigi, rivestita da drappeggi d’oro e illuminatada molte candele. Merlino entrò per mostrargliela, ma Viviana balzò indietro e pronunciò la spaventosa formula magica che non può essere annullata con alcun mezzo, e la galleria si chiuse e Merlino rimase intrappolato all’interno pertutti i tempi a venire. Ella poté udirne la voce giungerle fiocamente attraverso la roccia e supplicarla di liberarlo. Ma montò in sella al cavallo e si allontanò. E Merlino rimane ancor oggi là dentro, come sapeva che sarebbe accaduto.”