Desiderare humanum est, perseverare autem divinum

desideri_de rosa_1Caro Lettore,
la Redazione Whipart è lieta di informarti che…sei morto! E va bene, ti concedo 5 secondi per i relativi scongiuri! 5,4,3,2, 2 e mezzo, 2 e tre quarti, …1! Fatto? Ok, ora non hai più scuse per non ascoltare e tranquillo, non ti deluderò…
Tutto inizia sul tuo letto di morte. Riesci a visualizzarlo? Perfetto. Tu sei lì disteso, non ti manca molto e ad un tratto io mi avvicino al tuo capezzale e ti chiedo:
«La tua vita è stata un completo successo?».

In tutta sincerità, cosa risponderesti? Sei lì, tutto spaventato dal gran trapasso, magari ti aspettavi che ti chiedessi dove tieni il testamento e se l’unica beneficiaria è la tua badante e il solo quesito che ascolti in punto di morte è quello che ti costringe all’analisi più vera e complicata in assoluto! Ma quanti, ti starai chiedendo, possono dire che la propria vita sia stata un completo successo? Ebbene, molte più persone di quante tu creda, possono realmente affermare di aver giocato la vita, rendendola un viaggio intenso e costellato di desideri concretizzati. L’unico problema è creare un inizio: quando realmente ognuno di noi è consapevole della propria nascita? Molti muoiono senza aver vissuto un solo giorno e la morte che ti coglie ora dopo ora, mentre gonfi tranquillo e inerte i tuoi polmoni è più letale di un infarto fulminante. Serve qualcuno che ti faccia una domanda, anzi, LA domanda.

Inizia così un interessante libro-conversazione intitolato Cinque desideri, edito nel 2007 dalla New World Library, Novato, California e scritto da Gay Hendricks. Laureato in counseling psicologico alla Stanford University, è uno scrittore e conferenziere di fama internazionale. Ma prima di tutto ciò, il buon Hendricks era poco più di un trentenne insoddisfatto, alle prese con un rapporto appena nato assolutamente da distruggere.
Proprio così! Il motivo? Paura. No, non certo i difetti della sua compagna, ma la semplice vecchia cara paura di impegnarsi, di crescere e udite udite, della felicità!
Il più temibile mostro della nostra mente onirica dopo l’uomo nero e Freddy Krueger, naturalmente. Ma cosa succede allora al nostro autore? Incontra ad un cocktail party noioso e altolocato, una di quelle snob riunion da cui ognuno vorrebbe fuggire a “calici levati”, uno strano personaggio che gli fa proprio La domanda. Il dialogo dal faceto passa al serio, per fortuna di Hendricks e di noi qui a leggere. Inaspettatamente (oppure no…) la sua vita, “vista” dal letto di morte, non era stata un completo successo e allora l’interlocutore, l’astrologo Ed, gli propone un gioco grammaticale: formulare due tipi diversi di proposizioni.
All’inizio Hendricks viene invitato a spiegare i 5 motivi per cui la sua vita non sia stata come voleva e usa i tempi verbali al passato. In seguito la metamorfosi: i 5 desideri irrisolti diventano frasi al presente in cui l’autore afferma come e perché la sua vita sia oggi, ora, now, un completo successo.
Strana la grammatica, vero? Un semplice tempo verbale può ribaltare un punto di vista, facendoti visualizzare il tuo desiderio come se si stesse già concretizzando sotto i tuoi occhi. Ok, ok. Stai pensando che ti trovi davanti al solito manuale salva vita, ai soliti autori sciamaniformi e che io sia completamente pazza. Ti perdono, perché ho assolto me stessa avendo pensato all’inizio le stesse cose. Mi figuravo riti voodoo, pentoloni e pozioni arcane, ma era solo la paura di crederci davvero. Eccola qui, la nostra cara bambina! La maledetta è peggio di Tamara in The Ring! Spunta fuori dal pozzo del tuo inconscio e ti rende estremamente miope riguardo alla realtà. Ma non preoccuparti lettore, insieme ce la faremo.

Tornando all’opera, molto piacevole è il tipo di linguaggio utilizzato: scorrevole, chiaro, comprensibile e comprensivo. Singolare l’abilità di Hendricks di diventarti amico attraverso carta stampata da cui si materializzano le sue esperienze personali e quelle di altri individui. Risultato? Chi più, chi meno, ognuno ha ottenuto ciò che ha realmente desiderato. Attenzione però: se senti la paura di metterti in gioco, incolpi il destino per scelte che sono solo tue e ti senti di conseguenza infelice, otterrai appunto ciò che vuoi e cioè l’infelicità. È bene quindi scoprire al più presto e veramente, quali siano i nostri desideri. E poi lasciarsi cullare dagli eventi, non forzarli ma non sbarrar loro nemmeno la strada. Ricorda: noi stessi siamo il vero sabotatore della nostra felicità. Del resto il dolore è così confortevole…
Sempre pronto ad accoglierti a braccia aperte senza che tu muova un muscolo. In effetti il subdolo paparino si nutre della nostra immobilità. La felicità, questa giovane zia tutta pepe maniaca del fitness, pretende che tu ti alzi e ti muova sul serio per starle dietro in quello che è il running della vita. Hendricks ne ha fatta di strada! Un successo lavorativo appagante che lo porta a sfornare opere letterarie e cinematografiche.
E poi, l’amore. Ve lo ricordate il rapporto da distruggere? Si chiamava Katie e ora è sua moglie, con cui condivide da anni una quotidianità fatta di sana libertà reciproca e momenti di incontro/condivisione artistico-lavorativi.

Sulla stessa scia dei “manuali scomodi”, come amo definirli, è il Segreto del Cuore, scritto da Ruediger Schache,edito in Italia nel 2009 da Macro Edizioni, Cesena. Innanzitutto un mio personale plauso all’opera di traduzione di Silvia Nerini che ha reso in Italiano temi tanto importanti come questi, originariamente vergati in Tedesco, con l’unica grande e vera maestria di un linguista: la semplicità. Argomenti come questi che generano immancabilmente sgomento e diffidenza, necessitano di un linguaggio immediato proprio perché la rivoluzione del messaggio giunga prima al cuore che alla mente razionale, dubitativa e per questo fallibile.
Eh sì, il cuore non lo inganni e prova ne è la storia personale del nostro scrittore germanico il quale un tempo al comando di un’importante multinazionale tedesca, lascia tutto per seguire la sua vera strada: il giornalismo. Nell’opera che tratta dell’amore per la propria vita e per gli altri, l’autore sviluppa in maniera molto dettagliata, i 10 segreti che possono condurre ognuno di noi alla realizzazione personale.< br/> No, non è una prosopopea filo cristiana e dogmatica amico mio, fidati. Te lo dice una che la sera si addormenta con i Black Sabbath in cuffia e tiene una foto sul comodino di Ozzy Osbourne, quella in cui ha gli occhi sgranati, le unghia lunghe e alcuni ratti che gli camminano addosso.
Ah, poesia del metal! Quindi no, nessuno ti vuole convertire. Dico solo che avvicinarsi a letture “diverse” può solo arricchirci di nuove esperienze. Ti citerò solo alcuni di questi segreti. Sono certa che avrai voglia di scoprire il resto…
Innanzitutto quello che tutti sappiamo sul cuore, può non essere corretto. Suddiviso in due atri e due ventricoli comunicanti tra di loro; muscolo che qualche volta si veste di sentimenti; ecc.ecc. Ebbene, al di sotto del nostro sterno caro lettore, abbiamo un piccolo agglomerato radioattivo. Proprio così! Il cuore non è altro che un magnete, che attrae tutto ciò a cui le nostre emozioni, i nostri pensieri (altri cattivi maestri!) danno energia. Eccolo qui il primo segreto: l’attrazione. Ad esso è connesso il famoso specchio: ogni nuova persona che incontriamo nella nostra vita si comporta come uno specchio in cui, eh sì, siamo proprio noi ad essere riflessi.
Possiamo riflettere un nostro simile e per questo amarlo istintivamente, oppure il nostro opposto, ciò da cui vorremmo fuggire e che, strano (nemmeno tanto) ma vero, continuiamo sistematicamente ad attrarre. Attiri uomini/donne che non vogliono un legame autentico, ma che si accontentano delle care e rassicuranti pulsioni, nonostante tu voglia disperatamente un amore importante?
Non giudicare, perché l’altro sta riflettendo le tue stesse paure. Quando avviene la comprensione dei timori dell’altro, molto spesso celati sotto una coltre di cinismo, avviene il miracolo: nasce il vero sentimento che non giudica, comprende senza giustificare e ama nella crescita e felicità condivisa. Non è un processo facile perché la nostra mente, invidiosa dell’istinto naturale del cuore, pone ostacoli lungo il cammino che altrimenti sarebbe fluido. Ciò che vogliamo dal profondo infatti, sostiene Schache, è in realtà già nostro, ma non sappiamo quando lo incontreremo. Sentiamo la meta in lontananza e ci deprimiamo.
Il segreto è il fitness di prima. Va bene, magari preferisci il pilates, va benissimo purché tu ti senta in cammino verso il tuo desiderio. Ti stai muovendo, hai fiducia in ciò che vuoi e non ha importanza se non conosci esattamente la strada, il tuo pensiero felice è il tuo GPS. Durante il cammino liberiamoci delle zavorre e cioè le nostre visioni distorte che si impongono come assiomi: per avere l’amore bisogna lottare, non rinunciare e convincere a tutti i costi il partner; occorre ottenere dimostrazioni d’affetto in un tempo immediato; il vero amore comporta dolore, dramma e agitazione, in caso contrario non è amore; per avere l’amore bisogna sacrificare la propria libertà individuale.

Ma chi diavolo ha sancito queste assurdità, ci hai mai pensato?! Io dovrei convincere o costringere qualcuno ad amarmi? Oppure per tenermi un uomo dovrei mandare a monte la mia e la sua libertà personale, fatta non di scappatelle, ma di interessi, passioni culturali e vere amicizie? E chi ha detto che se non si cammina sul filo del rasoio in una relazione, questa non vale nulla? Nessuno va convinto. Nessun feudo va conquistato. L’unico da impressionare sei tu. Dalla bellezza con cui ti guardi, dalla comprensione con cui ti perdoni per essere semplicemente una persona che fa del suo meglio, deriva l’attrazione che stimoliamo nell’altro. E se l’altro non è attratto lo stesso da ciò che siamo, con molta fatica certo, ma è bene accettare anche questo. Il tutto per te stesso e cioè per la persona più importante della tua vita.
Conclusione di questo papiro interiore? La felicità è una questione di palle. Abbandoniamo il lirismo per andare al nocciolo della questione! Ricordi nel film La ricerca della felicità, il bellissimo discorso di Will Smith al figlio? Goditelo tra i link che trovi a destra e prova a sentire non il copione, ma come ti senti tu a quelle parole. Come i Led Zeppelin vaticinarono un po’ di tempo fa, sarai in grado di costruire la tua personale scala per il paradiso in terra? Ecco per te l’ascolto di Stairway to heaven: il buon rock è una delle migliori cure, lo sappiamo bene.
E poi concludo con una domanda rivolta a chiunque: per iniziare a vivere sul serio, occorre per forza morire prima qualche volta? Buon cammino allora amico e che tutto ciò che vuoi davvero ti giunga il più presto possibile!

LINK DIRETTO ALLA REDAZIONE WHIPART —–> http://lnx.whipart.it/letteratura/9934/editoriale-desideri-derosa.html

Will Smith e il suo discorso al figlio —> http://www.youtube.com/watch?v=JZJhSap_UxU

Led Zeppelin – “Stairway to heaven” —> http://www.youtube.com/watch?v=8pPvNqOb6RA

Sito Ufficiale “5 desideri” —-> http://www.5wishesbook.com/

Notizie su Ruediger Schache —–> http://www.ilsegretodelcuore.it/index.php/Autore.html